comunisti – Roma


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APPELLO ALL’UNITA’ E ALLA VIGILANZA.

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Rendiamo nota una lettera che il compagno Natali ha inviato ai dirigenti romani e nazionali di CSP il 15 ottobre scorso.

APPELLO ALL’UNITA’ E ALLA VIGILANZA.


Care compagne e cari compagni,

scrivo ad alcuni componenti della Direzione Nazionale e dell’organizzazione provinciale di Roma di cui, casualmente, conosco il recapito.

Sono costretto a farlo, mio malgrado, per l’obbligo politico e morale di tutelare la mia reputazione di cittadino e la mia onorabilità di comunista. Ho avuto riscontro che vi è giunta –talmente inattesa, repentina, immotivata da lasciare allibiti- una lettera, la quale mi accusa di frazionismo, firmata dal Presidente Guido Ricci. Se fosse stata inviata solo agli “accusati” la presente non ci sarebbe stata.
Ho tempestivamente risposto al compagno Ricci, in primo luogo per sapere se la sua firma era autentica e poi per chiedergli un’immediata smentita (della falsa accusa di frazionismo) e per mettermi a completa disposizione della Commissione Nazionale di Garanzia e Controllo (e sollecitando un incontro al più presto). Sono passati cinque giorni di silenzio, per cui non ho ancora neanche la piena certezza che egli sia effettivamente responsabile dell’ideazione, redazione e divulgazione dello scritto in questione.
Sostenere che il sottoscritto abbia a che fare con il frazionismo è una BUGIA, chi lo fa MENTE SAPENDO DI MENTIRE allo scopo di OFFENDERE GRATUITAMENTE e di NUOCERE A COMUNISTI-SINISTRA POPOLARE.
Se qualcuno si sente offeso dalla precedente frase (eventualmente anche il compagno Ricci) può chiederne conto in qualunque sede, anche in tribunale. Perciò lo ripeto: chi scrive che sono un frazionista, si comporta da BUGIARDO, MENTE SAPENDO DI MENTIRE per OFFENDERE INGIUSTAMENTE e per NUOCERE A CSP.
E’ significativo che il compagno Rizzo, finora, abbia ritenuto di non esprimere una posizione aperta e definita.

Su tutti gli argomenti della presente (e su quant’altro ritenga) invito il compagno Ricci ad un dibattito diretto e aperto nelle forme che preferisce. Così le compagne ed i compagni potranno apprezzare il suo coraggio morale e la sua onestà intellettuale.


Perché tanta “foga” di fronte alle accuse.

Tra il 1999 ed il 2004, sono stato (unitamente ad altre compagne e compagni) bersaglio di una gigantesca macchinazione poliziesco-mediatica la quale si proponeva di:
dimostrare che i comunisti sono dei criminali, dediti alla doppiezza e da cui stare sempre alla larga, specie quando si presentano in modo rassicurante o convincente.

provare che il terrorismo è (quindi poteva anche essere stato) una filiazione diretta del PCI. Oltretutto, le principali testate nazionali, con grande rilievo, scrissero che io organizzavo “addestramenti militari all’estero”. Un notissimo quotidiano arrivò a sostenere che “i terroristi islamici sono niente in confronto a Iniziativa Comunista”.

assestare un colpo micidiale a chi si batte per ricostituire il PCI.
Noi non perseguimmo la nostra difesa tecnica (che sarebbe stata molto facile) ma ci battemmo per una sconfitta completa e totale di quel disegno per l’onore dei comunisti, per inibire (o ritardare) la tentazione di condurre simili (o peggiori) persecuzioni contro altri proletari ed altri compagni. Fu una lotta lunga e difficile, ci costò la galera (personalmente anche la vista) ed alla fine il totale e perpetuo oscuramento pubblico e mediatico (in seguito alla nostra piena vittoria).
Per conseguire i suddetti scopi non ci siamo mai proclamati innocenti (in sede di procedimento penale) ed abbiamo smascherato e denunciato apertamente gli imbrogli e le falsificazioni operate da personale del ROS. Lo scrivente ha personalmente dichiarato e fatto verbalizzare di essere un sovversivo, il cui scopo è la soppressione delle classi e la dittatura del proletariato. Non potevamo fare diversamente anche perché, formalmente, l’accusa era la stessa che fu rivolta ad Antonio Gramsci, di cui ci sentivamo orgogliosamente discendenti.

Alla fine ce l’abbiamo fatta. Assoluzioni a valanga, per tutti, perché “il fatto non sussiste”. Non ci bastavano, come già detto, le assoluzioni, e siamo andati oltre, grazie alla linea adottata fin dall’inizio. Per fare un solo esempio, appena tre mesi fa una sezione penale della Cassazione ha condannato lo stato a versarmi un cospicuo risarcimento, non solo per l’ingiusta detenzione ma proprio perché –detto in termini semplici- non dovevano essere portate avanti le indagini che l’hanno preceduta. Più Giudici hanno sentenziato che nella nostra condotta non ci fu mai alcuna causa che autorizzasse sospetti o indagini. La Corte d’Appello di Roma, in una sentenza dello scorso anno, ha stabilito chiaramente che quella montatura servì solo ad “annullare le potenzialità politico-elettorali del legittimo partito Iniziativa Comunista”.
La matrice, per così dire, di tutta quella vicenda fu l’accusa di aver costituito una frazione (il ROS dei carabinieri lo definì “gruppo ristretto”), all’interno –ed all’insaputa- di un partito (Iniziativa Comunista). Tale frazione (“gruppo ristretto”), con espedienti e sotterfugi di tipo clandestino, tramava ai danni del partito –ad esempio progettando omicidi anche di compagni- e per commettere gravissimi reati.

Ora giunge –improvvisa ed inspiegabile- un’accusa di frazionismo la quale implica necessariamente –per il modo e le circostanze della sua formulazione- anche il ricorso a metodi clandestini.

Con semplicità: significa calpestare moralmente il valore di oltre dieci anni di lotte e sacrifici, significa affermare che in fondo “qualcosa c’era”.
Tutto quanto detto fin qui sarebbe già sufficiente a comprendere come sia del tutto illogica, antistorica, inattendibile l’ipotesi che io faccia del frazionismo.

E’ a tutti chiaro, ora, perché non posso lasciar correre (né attendere pigramente) quando viene fatta circolare un’offesa del genere: devo reagire subito, anche nell’interesse storico e collettivo dei comunisti. Per questo sono disposto ad arrivare in tribunale e ad affrontare uno scontro, anche prolungato, sul piano pubblico: fino alla certa vittoria totale come è già successo.

Veramente il compagno Ricci non prevedeva simili risvolti e ripercussioni? Ora ne è al corrente e quindi ne è responsabile.

La mia richiesta è una sola: che il compagno Ricci dichiari pubblicamente la verità, ovvero che egli sa che io non ho nulla a che vedere con alcuna frazione. Questo semplice atto farà immediatamente tornare tutto allo status quo ante. Nel frattempo preparo le cause, le quali richiedono tempo prima di essere avviate e per l’eventuale querela ho tempo fino al 9 gennaio.
Se si arriverà effettivamente in tribunale, quindi, sarà solo perché lo ha voluto il compagno Ricci, perché non ha smentito un’offesa infondata. Se gli organismi dirigenti di partito prenderanno provvedimenti nei miei confronti, sotto l’influenza di questa lettera del compagno Ricci e prima che la Commissione di Garanzia abbia ripristinato il pieno dettato dello Statuto (già grossolanamente violato), e concluso con un esito certo l’asserita “istruttoria” in corso, sarò costretto –per tutte le ragioni fin qui richiamate- ad agire in tutte le sedi.

Invito il compagno Ricci a condursi in modo di assumere su di sé ed in capo alla Commissione Nazionale di Garanzia e Controllo ogni responsabilità del suo operato e ad evitare atti con i quali egli costringerà CSP ad essere trascinato in una causa giudiziaria.

Se il compagno Ricci avesse ritenuto, nell’interesse di CSP, di chiedere le mie dimissioni da qualche organismo dirigente, lo avrei assecondato subito e senza fiatare, poiché non ho interesse a cariche ma solo ad impegnarmi per quanto contenuto nella linea e nello Statuto di CSP. Ora ciò non è più possibile, fin quando non sarà ripristinata la verità. Il compagno Ricci, se vuole, vada davanti agli organismi dirigenti, chieda e motivi apertamente –per esempio- la mia rimozione, sottoponga ciò a un voto.


Qualche nota sul merito, con un po’ di umorismo.

Nel 2011, a fronte della penosa situazione della sinistra e delle difficoltà nell’impegno per riavere il partito, nel tumultuoso precipitare degli avvenimenti di questi giorni, c’è ancora chi si balocca con frazioni ed espulsioni. Con aspetti perfino da farsa, come si vedrà.
Per non maramaldeggiare, eviterò considerazioni troppo facili, per esempio sulla stranezza di un documento che annuncerebbe “un’istruttoria” ma intanto la pubblicizza (mettendo al corrente compagni non interessati) ed irroga già un paio di sanzioni, il tutto senza la minima indicazione –seppur vaga, parziale e sommaria- di qualsiasi fatto o circostanza cui ci si riferisce. Per non dire della “privazione del diritto di difesa”: cosa dovrei dire nel “ricorso”?

Al di là della mancanza di “indizi”, colpisce la totale assenza dell’oggetto o della causa dell’accusa. Cosa vuole questa “frazione”? Quali sarebbero gli aspetti della linea politica o del programma di CSP che non condivide?

Le frazioni, più che per finalità ideali, sorgono per mere ragioni di “posti”: ma io ce l’ho già! A cos’altro dovrei mirare?
Un tempo ho fatto del frazionismo, anzi l’ho promosso e diretto. Era la componente cosiddetta filosovietica (o cossuttiana) del PCI. Un ex dirigente nazionale del PdCI, Leonardo Caponi, ha scritto un libro in cui ricorda quel periodo: i compagni non dovevano conoscersi tra loro, si cercava di riunirsi con accorgimenti per non dare nell’occhio, ecc. ecc.
Non crede il compagno Ricci che ricorrerei agli stessi metodi, se veramente mi fossi dedicato all’insensato frazionismo? Mi domando, in tale fantasioso caso, come fa lui a saperlo: glielo hanno detto forse i servizi segreti? E di quale paese? Naturalmente sto scherzando, come si conviene ad una simile situazione.
“NUMEROSE segnalazioni da SVARIATI mesi”. Il confusionario testo in argomento, dovrebbe rappresentare una sorta di avviso di garanzia, di inizio di un accertamento. Perché esso non è iniziato da “svariati mesi”? Forse non erano attendibili le “numerose segnalazioni” giunte fino ad un mese fa? Essendo queste segnalazioni –dubito che esistano veramente, ma certamente sarebbero false o insussistenti- numerose da parecchi mesi, perché non sono state irrogate sanzioni disciplinari, per esempio, a luglio?
In conclusione, cosa è successo dopo ferragosto, di significativo e di decisivo, tanto da suggerire un provvedimento che prima non sembrava necessario?
Da cinque giorni, nonostante tempestive richieste, non è dato sapere un minimo di elementi a sostegno delle accuse del compagno Ricci. Bisogna esporle subito, almeno qualche cenno generico, altrimenti non ci si lamenti –poi- se molti penseranno che eventuali “prove” siano artificiose: meglio evitare che si pensi che prima è stato spedito il comunicato di Ricci e poi si è cercato maldestramente di “rimediare” qualche prova.

Lo scopo della presente.

Non dobbiamo consentire divisioni, tensioni e quant’altro possa indebolire od opacizzare la via tracciata dallo Statuto e dalla linea di CSP. Esorto tutte le compagne e i compagni, caldamente, a non lasciarsi condizionare da questa vicenda, a non cedere alla demoralizzazione, a rafforzare l’unità, stringendosi intorno agli organismi dirigenti, rafforzando l’impegno per la crescita di CSP e la realizzazione dei suoi obiettivi.
Personalmente -salvo la difesa della mia onorabilità per i motivi già detti- non farò nulla che possa in qualsiasi modo incidere sull’unità e sul lavoro di CSP: non sono un “gruppettaro” né è mia abitudine entrare e uscire dalle organizzazioni politiche. Se anche mi dovesse essere riservata un’amara solitudine, invito tutti, fin da subito, all’unità e al rafforzamento di CSP. E’ stato un grande piacere, per me, conoscere le compagne ed i compagni di CSP e poter lavorare fianco a fianco con loro.
Assicuro tutti che in meno di sei mesi ciascuno potrà comprendere da solo il contesto dal quale scaturisce questa sorprendente situazione e ben presto sarà pacifico che lo scrivente non ha a che fare, in alcun modo, con il frazionismo.

Vorrei chiedere, infine, a tutte e tutti un favore personale a cui tengo molto: scrivetemi qualsiasi elemento a vostra conoscenza idoneo a far sospettare che lo scrivente possa aver avuto inclinazioni frazionistiche o qualsiasi altra intenzione di nuocere a CSP.
Attendo risposte e vi ringrazio in anticipo.
Saluti comunisti. Norberto Natali







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