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Mentre c'era il terremoto all'aquila loro ridevano.

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MENTRE C'ERA IL TERREMOTO ALL'AQUILA LORO RIDEVANO.ORA SI "DIVERTONO" A SCATENARE LA GUERRA NEL MEDITERRANEO

Di Norberto Natali

Una delle specialità della classe al potere – i capitalisti, come quelli che ridevano sui morti dell’Aquila pregustando lucrosi affari – è prendersi gioco dei sentimenti e dell’onestà dei lavoratori e della gente per bene, del popolo.
Sanno che la gente onesta è sensibile ai diritti degli altri, ed appoggia chi vuole evitare lo spargimento di sangue di un popolo oppresso.
Per questo, dopo aver scatenato l’ennesima  guerra hanno detto che serviva “ad evitare la morte di civili innocenti”.
Tempo addietro hanno fatto finta (come ammesso da loro stessi) che l’Iraq avesse armi nucleari e chimiche per scatenare una guerra che ha provocato centinaia di migliaia di vittime civili innocenti e tormenta ancora oggi con le sue conseguenze un popolo martoriato.
Dopo aver imposto una guerra simile a quella attuale, gli USA hanno voluto che presidente dell’Afghanistan divenisse il signor Karzai. Proprio quest’ultimo, solo pochi giorni fa (e non era la prima volta) ha chiesto la cessazione dei bombardamenti eseguiti dai contingenti militari dei paesi Nato perché il prezzo in termini di vite di civili innocenti è drammatico e incessante.
I guerrafondai hanno disseminato i loro paesi di centrali nucleari oppure, come in Italia, ancora  pochi giorni fa, hanno rivendicato il ritorno al nucleare.
Ci tengono così tanto alla salvaguardia dei popoli oppressi e al diritto internazionale che (a poche centinaia di km dalla Libia) da decenni consentono che il popolo palestinese venga schiacciato dagli israeliani, in barba a tutte le risoluzioni ONU in proposito.
Gli esempi potrebbero continuare a lungo ma non c’è dubbio che gli imperialisti che hanno scatenato la guerra nel Mediterraneo “se ne fregano” delle vittime civili, della libertà, della legge e anche dei cosiddetti rivoltosi di Bengasi. Così come “ se ne fregano” degli abitanti dell’Aquila, dei morti sul lavoro, delle vittime dei disastri ambientali e di quant’altro.
Loro provocheranno tante ulteriori vittime civili innocenti e vorranno far pagare ancora le conseguenze di questa ennesima guerra ai lavoratori, ai giovani e alle donne, in primo luogo del nostro Paese. Lo fanno per scopi di rapina e per regolamento di conti tra vari blocchi imperialisti, all’interno dell’Europa e fuori di essa. Lo fanno ora perché i disastri nel Giappone fanno prevedere un aumento della richiesta di petrolio e gas di cui è ricca la Libia e perché molti capitali saranno attirati (altri capitalisti che si sbellicano dalle risate) da lucrose speculazioni per la ricostruzione, determinando possibili squilibri e scarsità di capitali disponibili dalle nostre parti. Giusto il motivo per una bella guerra, tanto per ridare un po’ di fiato anche al complesso militare-industriale!
L’Italia –i cui gruppi dirigenti raramente hanno finito una guerra dalla stessa parte con cui l’avevano iniziata-  anche questa volta pagherà un duro prezzo per la loro viltà: il solito imperialismo straccione!
In questo quadro l’abbagliante verità: sono tutti d’accordo, maggioranza e “opposizione”, non c’è nessuna forza importante veramente antagonista alla guerra come  anche allo sfruttamento e all’oppressione.
Sono tutti d’accordo oggi con la guerra, come lo erano ieri con Marchionne.
Quando si calpestano i diritti dei lavoratori violando leggi e contratti, quando si abbandonano le donne, i giovani, il Sud alla precarietà e all’emarginazione, nessuno schieramento organizza marce in difesa della Costituzione o invoca l’Unità d’Italia ( che dovrebbe essere unita anche nei diritti e nella dignità di tutti). Una situazione simile era impensabile quando esisteva il PCI e non ci sarà possibilità di battersi, perlomeno in modo incisivo se non proprio vittorioso, per la pace, la libertà, il lavoro, il programma della Costituzione senza una forza adatta a combattere il sistema del capitalismo in quanto tale ossia senza un Partito comunista che affronti le sfide del futuro come seppe fare il PCI.
Quelli che fanno le guerre mentendo (hanno già raccontato clamorose bugie anche per l’attuale situazione in Libia) sostenendo che lo fanno per la giustizia, la libertà, la vita umana sono gli stessi che – parlando di modernità, di crescita etc- hanno provocato licenziamenti, dimezzamento dei salari e delle pensioni, precarietà, degrado ambientale, penuria di case e costi degli alloggi superiori ad uno stipendio medio. Chi può ancora credergli? 
DOPO AVER CAUSATO LICENZIAMENTI, BASSI SALARI, PRECARIETA’ E CAROVITA ORA VORRANNO SCARICARE LE CONSEGUENZE DELLA LORO GUERRA DI RAPINA E LA LORO INSAZIABILE AVIDITA’ ANCORA UNA VOLTA SULLA VITA DEI LAVORATORI, SULLA DIGNITA’ DELLE DONNE, SULLE SPERANZE E SUL FUTURO DEI GIOVANI.


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