comunisti – Roma


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DICHIARAZIONE DELLA SEGRETARIA PROVINCIALE ROMANA
di COMUNISTI-SINISTRA POPOLARE


di Cristina Benvenuti



In spregio totale delle norme e dello spirito dello statuto, senza motivazioni politiche e del tutto artificiosamente, il giorno 24 ottobre scorso la sottoscritta segretaria provinciale di Roma e membro della direzione nazionale di Comunisti-Sinistra Popolare è stata sospesa dagli incarichi dirigenti e, di conseguenza, è stata commissariata l'intera federazione romana.
La commissione di garanzia per nome del suo presidente ha prima tentato - maldestramente, falsamente e assurdamente - di accusare me e altri compagni di frazionismo e solo DOPO aver constatato l’impossibilità di dimostrarlo e quindi di definire e circoscrivere scopi, fatti, situazioni o altro, l’accusa è stata fatta decadere. Successivamente però si è provveduto alla mia sospensione con la motivazione che… mi sarei difesa troppo calorosamente contro l’accusa falsa che era stata mossa nei miei confronti! L’assurdità e l’illogicità di un provvedimento disciplinare di tal genere non ha bisogno di spiegazioni o commenti ulteriori. Infatti spicca l’assoluta mancanza di qualsivoglia contenuto politico così come l’assenza totale di riferimenti a norme statutarie che avrei violato tali da giustificare un provvedimento disciplinare.
Al contrario, quindi, la sanzione disciplinare nei miei confronti risulta essere in piena violazione dello statuto di CSP poiché:

1) nel mio ruolo di militante nonché di dirigente ho invece sempre seguito e promosso lo spirito e la lettera dello statuto, in particolare gli art 2 “diritti e doveri” e 7 “la vita interna”, tant’è che chi mi accusa non riesce ancora a dimostrare il contrario.

2) Oltre a non aver mai detto cosa precisamente mi si imputava non sono mai stata convocata né ho mai avuto alcun colloquio, di nessun tipo e con nessuno, nonostante più volte avessi invocato questo mio diritto e mi fossi resa da subito disponibile ad un confronto aperto e pubblico.

3) Da ultimo, pochi giorni fa, si è provveduto in tutta fretta e prima dei tempi previsti per statuto, alla mia rimozione e sostituzione negli incarichi direttivi.

Da tutto ciò ne consegue che
la sottoscritta è, a norma di statuto, tuttora segretaria provinciale romana così come gli organismi di partito romani sono da ritenersi in attività e, perciò, sanzioni e successive decisioni sono da ritenersi illegittime.

Il carattere farsesco e ridicolo di questa vicenda non nasconde le gravi responsabilità politiche di alcuni dirigenti di Csp che, in modo del tutto frazionistico, si sono arrogati il diritto di impedire l’attività politica di una federazione intera, di tanti compagni e compagne dediti in modo del tutto disinteressato e militante al rafforzamento di CSP e alla causa della ricostituzione del Partito Comunista in Italia inventando di sana pianta la mia rimozione e il conseguente commissariamento di Roma.
Il vero scopo di tutta questa vicenda è quello di dividere CSP e farla consumare in lotte intestine invece di impegnarla in un lavoro intenso di radicamento nel proletariato e di rinnovamento profondo. Conosciamo già questi metodi, non sono nulla di nuovo. Essi sono la dimostrazione di quanto lavoro c’è ancora da fare per rinnovare profondamente questa sinistra, liberarla definitivamente dal politicantismo borghese e le sue deviazioni.
La ricostituzione del partito comunista in Italia è un compito troppo serio e urgente per essere impedito, rallentato ulteriormente o deviato da episodi e macchinazioni del genere e chi cerca di farlo dovrà rendere conto non a me o a poche centinaia di compagne e compagni, ma a tutti i proletari e alla classe operaia che da troppo tempo sono orfani dell’ unico e solo strumento di difesa e lotta.


Roma, 3 novembre 2011

Cristina Benvenuti


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